Valeria Petrone

luglio 3, 2017

E’ una delle tre illustratrici-fumettiste invitate a costruire un workshop di breve durata per offrire alle giovani generazioni creative operanti in Toscana l’opportunità di lavorare a fianco di artisti professionisti, di fama internazionale, in modo da stimolare il dialogo sulle diverse funzioni del disegno e di presentare le proprie opere al pubblico, nell’ambito di quello che potrebbe essere definito cantiere d’arte o centro di produzione.

L’idea era quella di avere a che fare con il disegno inteso come strumento fedele e sensibile sismografo di visioni e di progetti di vita.

In pratica, il progetto prevede che, nello spazio di un incontro con un gruppo di artisti, ci sia la possibilità di sperimentare, discutere e riflettere facendo fluttuare l’attenzione tra le mille tentazioni fumettistiche e le infinite inclinazioni favolistiche del segno. Di considerare il disegno non tanto una traduzione fedele né un momento progettuale, ma piuttosto la trascrizione di uno stato d’animo, di una visione consapevole o di una suggestione indefinita che poi diventa storia strutturata.

L’illustratrice di libri per l’infanzia, collaboratrice di “Io Donna” inserto del Corriere della Sera e creatrice di intelligenti campagne pubblicitarie per importanti aziende, conosciuta ed apprezzata in Italia e all’estero è stata visibile dal 12 marzo al 15 maggio 2011 all’interno di un contenitore come palazzo Chianini-Vincenzi inteso come spazio d’azione e di elaborazione di un incontro formativo incentrato sul ruolo di freelance, sul rapporto con le aziende e gli editori, sul processo creativo che porta a realizzare un’immagine partendo da un testo o un articolo di giornale.
Un incontro essenziale, carico di contenuti e una mostra personale che ha documentato uno spaccato affascinante sulla vita di un’illustratrice assai poliedrica.

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